Bonaccorsi si è dimesso «Scossa a una città silente»

«Le scelte per la città devono essere fatte qui e non nelle segreterie catanesi»

Bonaccorsi si è dimesso «Scossa a una città silente»

Fonte: la Sicilia, 23 marzo 2016

«Non una spugna gettata, ma una scossa alla città, troppo spesso silente, soprattutto quando le scelte che la riguardano vengono fatte altrove».

Così Roberto Bonaccorsi spiega le sue dimissioni. In tanti non ci credevano che si sarebbe dimesso sul serio e pensavano che la minaccia di dimettersi fosse solo strategia. Ma alla fine l’ex primo cittadino ha scelto di mantenere la propria indipendenza e quella di Giarre perché, come ci ha detto: «Le scelte su questa città devono essere fatte a Giarre, non nelle segreterie politiche catanesi. Il fatto che non rispondessi a nessuno non era nella logica delle cose perché si vuole che Giarre sia solo un serbatoio di voti, che abbia un sindaco che non si ribelli al governatore e poi magari toglierle l’ospedale».

Da un mese e mezzo il Comune non aveva più una Giunta. Bonaccorsi, a metà febbraio, dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2014 aveva preso atto dei mutati equilibri in Consiglio comunale, dove poteva contare solo su 7 consiglieri su 20, e ha aperto a un chiarimento politico. Voleva formare una Giunta tecnica di garanzia per stemperare il clima avvelenato. Ma Articolo 4, forza che in Consiglio comunale poteva contare sulla quasi maggioranza dei consiglieri, voleva, invece, assessori politici. L’accordo non si è trovato. «È prevalsa – dice Bonaccorsi – la politica muscolare rispetto al patto stretto con gli elettori. La mia maggioranza, giorno dopo giorno, ha perso dei pezzi e non mi sembra sia avvenuto per grandi ideali».

Bonaccorsi dice di sentirsi come dopo un esame universitario, consapevole di avere fatto la cosa giusta e di avere rispettato la propria dignità e l’esito del voto. Si ricandiderà? «Non so se la gente ha avuto percezione delle mie battaglie, sono molto stanco – ci ha detto – quando avrò le idee più chiare farò una valutazione».

Per il sindaco dimissionario una delusione sono stati i consiglieri; dice che non volevano che lui andasse via (e c’è da crederci), ma non hanno fatto quel colpo d’ali necessario per evitarlo. Ma proprio loro sono quelli che ci perdono di più. Tecnicamente è ancora possibile che si vada al voto a giugno, tutti sono impreparati e, comunque sia, alle prossime elezioni saranno eletti solo 16 consiglieri e non più 20. Bonaccorsi, intanto, dovrà essere sostituito in fretta da un commissario, dato che non c’è neanche una Giunta e un vicesindaco.

Frattanto tra qualche giorno sarà Pasqua e l’ex sindaco la trascorrerà a Giarre. Malgrado tutto dice di essere gratificato dal rapporto con la città. Dopo Pasqua troverà il modo per comunicare quello che è successo. Forse un comizio, o chissà.

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