Bonaccorsi: «Il nuovo sindaco abbia la capacità di restare indipendente»

«Sono l’unico amministratore ad essere dimagrito facendo politica»

Bonaccorsi: «Il nuovo sindaco abbia la capacità di restare indipendente»

Fonte: La Sicilia, 3 giugno 2016

Cosa si sente di consigliare a chi si sederà sulla poltrona di sindaco?

Roberto Bonaccorsi, primo cittadino di Giarre sino a due mesi fa, tira un lungo respiro e poi risponde di getto: «Gli consiglierei di avere la capacità di essere indipendente nelle scelte»

Per sei anni, prima come vicesindaco a Catania e poi a Giarre lei è stato impegnato in politica. Capitolo chiuso?

«Sì ho chiuso. Quando mi dimisi ero dibattuto se ricandidarmi e ho avuto mille richieste per tornare in campo anche dal ministro Alfano, ma alla fine la dignità per me ha un valore importante»

È deluso dall’esperienza di amministratore?

«Deluso per una certa politica, ma soddisfatto perché i cittadini hanno compreso i motivi del mio gesto. Credo che l’approccio troppo professionale alla politica mi abbia creato troppi problemi. Comunque per qualcuno nutro disprezzo, perché ha considerato il Comune il proprio bancomat, un luogo dove fare i propri interessi. E aggiungo che quando ho avuto percezione che il Comune venisse utilizzato per i propri interessi privati non ho avuto problemi a prendere queste carte e portarle in Procura. Ho avuto anche un colloquio con l’ex procuratore capo Salvi al quale prospettai la possibilità che mi sarei dimesso e lui mi rispose: «Raramente ci è capitato che un sindaco si dimettesse…»

Lei ha sempre detto di essersi dimesso per non cedere ai ricatti di una certa politica…

«Ho deciso di lasciare quando mi sono reso contro che non sarei riuscito a battere questa politica. E alla fine, giorno dopo giorno, ho perso consiglieri e mi sono ritrovato isolato. La certezza l’ho avuta quando abbiamo dovuto faticare due mesi per approvare una presa d’atto per la centrale unica di committenza che rischiava di farci perdere il bando per l’asilo nido. Ho capito che andare avanti sarebbe stato improduttivo per la città e mi sono dimesso. Quello che oggi mi soddisfa è che la gente ha capito. Qualcuno, però, mi voleva far pagare lealtà e coerenza nella mia amministrazione, ma sono valori ai quali credo sin da ragazzino. Potevo mantenere la poltrona e sono convinto che nessuno mi avrebbe sfiduciato. Ma che senso avrebbe avuto amministrare così, tra mille pastoie?».

Lei attribuisce l’inizio dei suoi contrasti a uno specifico episodio?

«Credo che i miei guai siano cominciato quando ho fatto un emendamento al Prg, chiamato “Salvo volumetrico” per evitare nuove costruzioni. Negli ultimi 20 anni c’è stato un aumento di volumetria senza giustificazioni visto che la città non è cresciuta sotto il profilo demografico. Inoltre il mio intento era volto al recupero delle periferie a alla salvaguarda del costone verso l’Etna che è la parte più bella del nostro territorio. Ecco secondo me i miei problemi sono cominciati con quell’atto».

Quindi in definitiva non le resterà nulla di questa esperienza politica?

«Negli ultimi tre anni da amministratore ho perso 10 chili. Penso di essere stato l’unico politico che con la politica è dimagrito…».

G.BON

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