Le dimissioni di Bonaccorsi, tutti gli approfondimenti

 

Martedì 22 marzo 2016 Roberto Bonaccorsi ha lasciato l’incarico di sindaco di Giarre. Tutti gli approfondimenti, le sue parole, i commenti della stampa.

 

Ho preso oggi la decisione di dimettermi da sindaco. Lo ritengo un atto di rispetto nei confronti dei cittadini, di Giarre, della volontà popolare emersa dalle ultime elezioni, volontà che non è più possibile stravolgere. Lascio con la consapevolezza di essere l’unico baluardo dell’indipendenza di questa città.

Nei prossimi giorni torneremo ad incontrarci, vi racconterò come sempre la verità.

Roberto Bonaccorsi su Facebook poco dopo le dimissioni

 

Rassegna stampa

«Non prendevo ordini da nessuno». Giarre, parla l’ex sindaco Bonaccorsi

Fonte: SudPress.it, 24/3/2016

La notizia è stata data da lui stesso attraverso un post scritto su Facebook. A distanza di alcune ore l’ormai ex primo cittadino di Giarre appare più sereno e convinto della sua scelta. “Ho preso oggi la decisione di dimettermi da sindaco- ha scritto sul social network -Lo ritengo un atto di rispetto nei confronti dei cittadini, di Giarre, della volontà popolare emersa dalle ultime elezioni, volontà che non è più possibile stravolgere. Lascio con la consapevolezza di essere l’unico baluardo dell’indipendenza di questa città. Nei prossimi giorni torneremo ad incontrarci, vi racconterò come sempre la verità.”

Dietro la decisione di lasciare la poltrona ci sarebbe la consapevolezza di non riuscire a realizzare le condizioni auspicate per andare avanti. “Le dimissioni- ha detto Bonaccorsi, contattato telefonicamente da Sud Press- sono frutto di una coerenza, quella di essere rispettoso dei cittadini e dell’espressione del voto.”

“Io ho preso atto della realtà. In questi anni il quadro politico all’interno del Consiglio comunale è cambiato a tal punto non solo di perdere la maggioranza ma addirittura da non avere più neanche il quorum per poter aprire le sedute di consiglio comunale. Questo ha portato- continua l’ex sindaco- a dei ragionamenti che inizialmente hanno visto la condivisione e l’apertura verso un dialogo che aveva come finalità una Giunta che fosse espressione di soggetti che avessero un rapporto con la società su un programma condiviso. Si è ragionato su questa ipotesi per 15 giorni ma poi all’improvviso vi è stata una tirata da parte di un gruppo di consiglieri comunali di Articolo 4, che si erano dichiarati disponibili, che hanno ritenuto che l’unica soluzione era quella di mettere insieme chi era stato votato dai cittadini e chi invece era stato bocciato.”

“Tutto questo a me personalmente è sembrato irrispettoso nei confronti dei cittadini e quindi, nel momento in cui mi sono reso conto che era impossibile trovare un punto di incontro e avendo ben presente che ero in minoranza, ho ritenuto più giusto far ritornare al voto, dato che non dovevo necessariamente occupare la poltrona.”

Qualche ora dopo le dimissioni a commentare è stato il deputato regionale Luca Sammartino. “La scelta di Roberto Bonaccorsi di dimettersi da primo cittadino di Giarre- ha affermato- è la naturale conseguenza di un percorso che il sindaco ha voluto fare sempre da solo senza trovare soluzione alcuna ai problemi della città. Da esponenti dell’opposizione quali siamo e siamo sempre stati- ha proseguito- non possiamo che accogliere questa notizia come il primo passo di un percorso nuovo che permetterà di dare nuovamente voce a Giarre e ai suoi cittadini”

In merito a ciò Bonaccorsi ha a noi dichiarato che la chiave di lettura di tutto quello che è successo è proprio nella risposta del deputato. “Sammartino- ci ha detto- ha risposto da Catania e cosa mi ha rimproverato? Di decidere tutto da solo. La verità sta proprio lì. Io non prendevo ordini da nessuno, non avevo bisogno di nessun pro console e di nessuno che dalla provincia catanese mi dettasse l’agenda quotidiana; questo lo rivendico e mi auguro possa diventare il tratto distintivo dei candidati sindaci della prossima elezione. Non è più possibile che Giarre venga considerata una bandierina da piazzare nel Risiko del potere provinciale. Sammartino ha fatto il suo ruolo ma non si può ancora pensare che da Catania si possa determinare la volontà dell’azione amministrativa di Giarre“.

Grazia Milazzo

Bonaccorsi spiega le dimissioni «Ricandidarmi? Non so, ne riparliamo tra 20 giorni»

Fonte: Meridionews, 23/3/2016

Dopo neanche tre anni di sindacatura, Roberto Bonaccorsi si è dimesso dalla carica di primo cittadino di Giarre. Impossibile trovare la quadra per formare una nuova giunta dopo l’azzeramento di quella precedente. In un consiglio comunale dove quella che era stata l’opposizione – nel dettaglio il gruppoArticolo 4-Pd – era pronta a diventare maggioranza.

Sindaco, circa un anno fa diversi consiglieri comunali (anche della sua maggioranza) sono confluiti in Articolo 4. Cosa è successo da quel momento?
«Sono totalmente cambiati gli equilibri, oggi non avevamo più neanche il quorum per aprire la seduta del consiglio comunale. Eravamo rimasti in sette. Giorno dopo giorno il clima si è troppo incattivito, c’è stata un’esasperazione dei rapporti, bisognava prenderne atto».

Che percorso ha tentato di seguire dopo l’azzeramento della giunta?
«Una parte dell’opposizione aveva dato un contributo determinante all’approvazione del bilancio consuntivo. Ho visto uno spiraglio per trovare un accordo su un programma di fine consiliatura, obiettivi da realizzare nel breve. Ma ho preteso che i nuovi assessori fossero scelti tra soggetti inseriti nella realtà sociale ed economica della città».

Era un’idea in partenza condivisa dall’opposizione?
«Inizialmente sì, poi è naufragata e non so perché. Volevano una giunta politica, ma questa scelta, per coerenza e rispetto degli elettori, necessita un passaggio elettorale. Se stravolgi il mandato che ti hanno dato gli elettori non puoi che ritornare al popolo, la mia sarà una visione romantica della politica ma non può che essere così».

Quando parla di opposizione, intende che il confronto è stato con Luca Sammartino (leader regionale di Articolo 4)?
«Non ho mai avuto la possibilità di parlare con lui, il confronto è stato con un gruppo di consiglieri comunali che si era reso partecipe di questa iniziativa. Con Sammartino ho provato più volte un confronto di merito, ma non c’è stata opportunità e non per mancanza mia».

Lei ha detto di essere rimasto «l’unico baluardo dell’indipendenza di Giarre». A chi si riferisce?
«Giarre nel recente passato è stata considerata colonia rispetto a una distribuzione di potere provinciale, un’appendice dove mettere la bandierina e nel frattempo le scelte venivano fatte a Catania. Io non ho mai chiamato da nessuna parte prima di decidere se una cosa potesse essere utile alla città. Qualcun altro invece ha idea che si debba continuare in quel modo»….(Continua a leggere su Meridionews.it)

Bonaccorsi all’attacco: “Che ne sa Sammartino di Giarre?”

Fonte: Live Sicilia Catania, 22/3/2016

GIARRE. Appare più sereno, a poche ore di distanza dalle sue dimissioni, l’ormai ex sindaco di Giarre Roberto Bonaccorsi. La tensione accumulata negli ultimi giorni, acuitasi domenica sera dopo l’ultimo inutile confronto con Articolo 4, inizia ad allentarsi. “Mi sento come quando superavo un esame all’università – dice – con quel senso di liberazione. Sono stati giorni duri”.

Come mai non si è riusciti a trovare un accordo?

“Quando mi è stato chiesto di candidarmi, ho posto solo una condizione: l’indipendenza. Quando sono stato eletto i cittadini hanno fatto una scelta che non poteva essere stravolta. Ad una giunta politica si può arrivare, secondo me, solo con il voto. Qui c’è stata la rottura. Mi sembrava una buona mediazione trovare un accordo sulle cose che si potevano fare in questi anni e trovare dei soggetti con un certo profilo tecnico. Non mi sarebbe sembrato coerente con quello che avevano scelto i cittadini fare l’opposto”.

Qualcuno dice che avrebbe dovuto dimettersi un anno fa.

“C’è stata un’azione concentrica di buchi millantati, poi spariti. La situazione non era quella che è stata raccontata per sei mesi. C’era una strategia. Il sindaco non faceva comodo a tanti. L’essere rigorosissimi a volte non paga, ma io ne sono fiero. Un anno fa in maggioranza c’erano otto consiglieri e quindi c’era almeno la possibilità di aprire un consiglio comunale in seconda convocazione. Oggi non avevamo nemmeno questa possibilità, quindi la situazione era totalmente cambiata. Un tentativo andava fatto. Ci ho provato per alcuni mesi e si era quasi concretizzato, poi non so cosa sia successo dall’altra parte ma c’è stato un cambio improvviso di rotta. Io non ho nulla da recriminare, ho fatto tutti i tentativi. L’ultimo è stato fatto lunedì sera. Quando ho capito che non c’era più speranza, che c’era un muro davanti a me, ho deciso di dimettermi. E’ prevalsa la politica muscolare, non quella della ragione”

Che ruolo ha giocato Luca Sammartino? 

“Sammartino fa il suo dovere e cerca di aumentare i propri consensi a livello provinciale. Mi dispiace per il giarrese che non pensa in autonomia. La logica che il potere decisionale venga demandato a chi non conosce la città è un’altra cosa… (Continua a leggere su Live Sicilia)

Bonaccorsi si è dimesso «Scossa a una città silente»

Fonte: la Sicilia, 23 marzo 2016

«Non una spugna gettata, ma una scossa alla città, troppo spesso silente, soprattutto quando le scelte che la riguardano vengono fatte altrove».

Così Roberto Bonaccorsi spiega le sue dimissioni. In tanti non ci credevano che si sarebbe dimesso sul serio e pensavano che la minaccia di dimettersi fosse solo strategia. Ma alla fine l’ex primo cittadino ha scelto di mantenere la propria indipendenza e quella di Giarre perché, come ci ha detto: «Le scelte su questa città devono essere fatte a Giarre, non nelle segreterie politiche catanesi. Il fatto che non rispondessi a nessuno non era nella logica delle cose perché si vuole che Giarre sia solo un serbatoio di voti, che abbia un sindaco che non si ribelli al governatore e poi magari toglierle l’ospedale».

Da un mese e mezzo il Comune non aveva più una Giunta. Bonaccorsi, a metà febbraio, dopo l’approvazione del bilancio consuntivo 2014 aveva preso atto dei mutati equilibri in Consiglio comunale, dove poteva contare solo su 7 consiglieri su 20, e ha aperto a un chiarimento politico. Voleva formare una Giunta tecnica di garanzia per stemperare il clima avvelenato. Ma Articolo 4, forza che in Consiglio comunale poteva contare sulla quasi maggioranza dei consiglieri, voleva, invece, assessori politici. L’accordo non si è trovato. «È prevalsa – dice Bonaccorsi – la politica muscolare rispetto al patto stretto con gli elettori. La mia maggioranza, giorno dopo giorno, ha perso dei pezzi e non mi sembra sia avvenuto per grandi ideali».

Bonaccorsi dice di sentirsi come dopo un esame universitario, consapevole di avere fatto la cosa giusta e di avere rispettato la propria dignità e l’esito del voto. Si ricandiderà? «Non so se la gente ha avuto percezione delle mie battaglie, sono molto stanco – ci ha detto – quando avrò le idee più chiare farò una valutazione».

Per il sindaco dimissionario una delusione sono stati i consiglieri; dice che non volevano che lui andasse via (e c’è da crederci), ma non hanno fatto quel colpo d’ali necessario per evitarlo. Ma proprio loro sono quelli che ci perdono di più. Tecnicamente è ancora possibile che si vada al voto a giugno, tutti sono impreparati e, comunque sia, alle prossime elezioni saranno eletti solo 16 consiglieri e non più 20. Bonaccorsi, intanto, dovrà essere sostituito in fretta da un commissario, dato che non c’è neanche una Giunta e un vicesindaco.

Frattanto tra qualche giorno sarà Pasqua e l’ex sindaco la trascorrerà a Giarre. Malgrado tutto dice di essere gratificato dal rapporto con la città. Dopo Pasqua troverà il modo per comunicare quello che è successo. Forse un comizio, o chissà.

Giarre, la “vittoria di Pirro” delle dimissioni del sindaco

Fonte: www.ienesiciliane.it, 22/3/2016

Esulta il giovane rampante Luca Sammartino formidabile raccattatore di politici cambiacasacca, per avere causato le dimissioni del sindaco di Giarre Roberto Bonaccorsi. Mandando tutti anzitempo negli spogliatori, il gol forse l’ha fatto proprio Robertino, sgusciante “centravanti” giarroto e ripostese degli anni ’80, mettendo la parola fine a una vicenda che abbiamo seguito perché Bonaccorsi lo abbiamo apprezzato, ai tempi della “reazione stancanelliana”,  per le sue rare doti di stile e competenza come vicesindaco e assessore al bilancio del Comune di Catania.

Da oltre un anno, l’ex sindaco era stato accerchiato da ascari famelici che volevano “sbranare” i resti del Comune di Giarre, lottando solo contro tutti per evitare il fallimento di decenni di malapolitica. Fatale si è rivelato il continuo signornò di Robertino agli assist che provenivano dal capoluogo: il rampante Sammartino/Sudano ne ha approfittato per aggregare una dozzina di consiglieri che indossavano casacche diverse,  giocando al limite…del fuorigioco. Solo che Robertino, uomo di contropiede, è rimasto e… zacchete ha fatto gol in extremis, anticipando tutti, così che fra tre mesi a Giarre si rivoterà e i consiglieri da eleggere sono quattro in meno, sedici anzichè venti.

A giugno, dunque,si vedrà quanti saranno i cambiacasacca che non torneranno più in consiglio comunale;  cosa ne pensano di tanto squallore quei giarresi…(Continua a leggere su ienesiciliane.it)

Giarre, Bonaccorsi lascia «Io ultimo baluardo dell’indipendenza in città»

Fonte: Meridionews, 22/3/2016

Il mancato accordo per la creazione di una giunta di salute pubblica ha portato il sindaco di Giarre a rassegnare le dimissioni. Ad annunciarlo è lo stesso Roberto Bonaccorsi attraverso un breve post pubblicato sulla sua pagina Facebook: «Lo ritengo un atto di rispetto nei confronti della volontà dei cittadini, emersa dalle ultime elezioni e che non è più possibile stravolgere». Il riferimento tra le righe è quello alla mancata intesa con il gruppo consiliare di Articolo 4, partito espressione del deputato regionale catanese Luca Sammartino.

Bonaccorsi proponeva un rimpasto tecnico per trainare il Comune della fascia ionica fino alle prossime elezioni, previste nel 2018. Il tentativo per il rilancio dell’attività politica e amministrativa era iniziato dalla fine di febbraio, quando aveva deciso per l’azzeramento degli assessori. «Lascio con la consapevolezza di essere l’unico baluardo dell’indipendenza di questa città – prosegue nel suo post – Nei prossimi giorni torneremo ad incontrarci, vi racconterò come sempre la verità». 

Al centro della diatriba ci sono da un lato la presa di posizione di Sammartino e dall’altro le pressioni per entrare in giunta con alcuni esponenti di Articolo 4. Negli scorsi mesi il partito aveva accolto numerosi transfughi..(Continua a leggere su Meridionews.it)

Giarre, «Un piano ufficiale per il nostro ospedale»

Fonte: La Sicilia, 21/3/2016

«Domani andremo in delegazione a Palermo, in commissione Bilancio, perché intendiamo conoscere ufficialmente cosa la Regione e l’Asp intendono fare di questo ospedale». E’ la risposta a una precisa domanda che arriva dal sindaco di Giarre, Roberto Bonaccorsi, stanco ormai di «annunci e notizie su piani sanitari letti sul giornale “La Sicilia” di cui sconosciamo i dettagli e i piani ufficiali». Bonaccorsi si riferisce a una intervista rilasciata a questo giornale dal direttore generale dell’Asp, Giuseppe Giammanco, che ha ipotizzato, al posto dell’ospedale di Giarre, la proposta di realizzare un Pta sullo stile del «San Luigi» di Catania. «Ma qui il problema è più ampio – sbotta il sindaco Bonaccorsi – Noi da Palermo abbiamo bisogno che ci diano risposte su come intendono affrontare la domanda di emergenza-urgenza che viene da un bacino di abitanti di oltre 80 mila persone».

«Il presidente Crocetta – continua il primo cittadino giarrese – nell’ultimo incontro si era impegnato alla formulazione di un Piano di rilancio del presidio. Ci aspettavamo quindi, da lì a breve, un passo dell’Asp, magari con una convocazione di un tavolo tecnico. Invece nulla. Non abbiamo avuto nessuna convocazione ufficiale. E aggiungo: nelle scorse settimane ci siamo fatti promotori di due incontri col direttore generale Giammanco. Nella prima riunione abbiamo atteso che un solo referente dell’Asp arrivasse, ma non è venuto nessuno e nessuna comunicazione ci è stata fatta. Anche al secondo il direttore Asp non è venuto, solo che il giorno dopo abbiamo ricevuto una telefonata del direttore sanitario dell’Asp che ci comunicava che il direttore generale era disponibile a incontrarci, ma nella sede dell’Asp. Abbiamo risposto che ci sembrava più opportuno che l’incontro si tenesse nel territorio in cui si trova l’ospedale anche per dare risposte alla cittadinanza. Qui c’è un movimento molto nutrito di cittadini che vive il disagio di non avere avuto fino ad oggi risposte alla richiesta di assistenza per l’emergenza-urgenza. Per questo abbiamo deciso di andare direttamente alla Regione per sostenere che gli ospedali si fanno e si tengono aperti dove ci sono gli utenti e non dove c’è una forte deputazione politica…».

Scuola Ungaretti, iniziata riqualificazione

Fonte: La Sicilia, 19/3/2016

Sono iniziati gli interventi di riqualificazione nella Media “Ungaretti” di Macchia. I fondi, 190mila euro, sono assegnati dal ministero delle Infrastrutture e fanno capo all’accordo sul Primo Stralcio relativo alla messa in sicurezza degli edifici scolastici. I lavori che si concluderanno alla fine di giugno (appaltati ad una impresa di Letojanni), oltre alla riqualificazione del prospetto esterno, prevedono la sostituzione degli infissi esterni (comprensivo dell’impianto antincendio); verifiche dei frontalini, rifacimento dei cornicioni; rifacimento impianti termici. Imminente, inoltre, anche l’avvio dei cantieri per la messa in sicurezza della scuola Media Verga di piazza Immacolata (stanziata la somma di 500 mila euro). Nel programma dei lavori, già appaltati: messa in sicurezza dei frontalini pericolanti; sostituzione infissi; adeguamento impianti elettrico e antincendio. Nei giorni scorsi, con nota del Ministero delle Infrastrutture, è stata comunicata l’approvazione di un secondo appalto per il plesso Verga (356mila euro). Il Ministero ha poi dato il via libera al progetto per la riqualificazione della scuola dell’Infanzia di via Corridoni Ganci a Carruba (187mila euro).

Ma. Prev.

Ospedale Giarre, Asp ancora assente. I sindaci: «Grave ed arrogante sgarbo» – video

Fonte: Comune di Giarre, 17/3/2016

Martedì prossimo i dieci sindaci del Distretto sanitario n. 17 si recheranno a Palermo per incontrare il presidente Crocetta e l’assessore regionale della Sanità. Il dirigente generale dell’Asp di Catania Giammanco non si è presentato alla riunione con gli amministratori fissata per stamane da più di dieci giorni. I sindaci: «Si tratta di un grave ed arrogante sgarbo nei confronti di oltre 80 mila cittadini, la nostra pazienza è finita e per questo martedì 22 marzo andremo a Palermo per incontrare Crocetta e Gucciardi»

I dieci sindaci dei Comuni del Distretto socio-sanitario di Giarre hanno formalmente richiesto un incontro a Palermo con il presidente della Regione, Rosario Crocetta, e l’assessore regionale della Salute, Baldo Gucciardi per il prossimo martedì 22 marzo alle ore 10. La decisione è stata presa a seguito della mancata partecipazione del dirigente generale dell’Asp di Catania, Giuseppe Giammanco, alla riunione con gli amministratori fissata per stamane da più di dieci giorni, dopo che anche l’incontro dello scorso 7 marzo non si era tenuto per analoga motivazione.

Gli amministratori locali hanno altresì comunicato che martedì si recheranno a Palermo e resteranno in presidio per l’intera giornata nelle sedi delle istituzioni regionali anche in assenza di un colloquio con Crocetta e Gucciardi. L’iniziativa è stata così motivata dai sindaci: «La nostra pazienza è finita, ci recheremo a Palermo per dare alle istituzioni sovraordinate una ulteriore tangibile testimonianza del disagio patito dall’intero territorio jonico-etneo e delle preoccupazioni dei cittadini rispetto all’effettiva tutela del diritto alla salute nei dieci Comuni del Distretto, specie per quel che riguarda la gestione dell’assistenza medica nei casi di emergenza-urgenza».

Sull’assenza odierna di Giammanco duro il commento degli amministratori: «Quello del direttore è stato un grave ed arrogante sgarbo non soltanto nei confronti delle istituzioni che i sindaci rappresentano, ma anche e soprattutto nei confronti degli oltre 80 mila cittadini che vivono nei dieci Comuni». Si tratta dei centri di Giarre, Riposto, Mascali, Piedimonte Etneo, Calatabiano, Milo, Sant’Alfio, Linguaglossa, Fiumefreddo di Sicilia, Castiglione di Sicilia, per i quali la struttura ospedaliera giarrese rappresenta il principale punto di riferimento medico-sanitario. L’Ospedale, come evidenziato dai sindaci nel corso delle proteste degli ultimi giorni, è oggetto da lungo tempo di un graduale drastico ridimensionamento di servizi e risorse.

«L’invito ad essere presenti a Palermo – proseguono i sindaci – è esteso ai deputati cui sta a cuore il destino del nostro territorio, al complesso dei rappresentanti politici ed istituzionali dei Comuni, ai cittadini, alle associazioni, agli attivisti per il diritto alla salute».

Lo scorso 19 febbraio i sindaci avevano incontrato il presidente della Regione a Catania, occasione durante cui Crocetta aveva preannunciato un piano di rilancio dell’Ospedale. Il confronto fra sindaci ed Asp avrebbe dovuto concentrarsi proprio sul contenuto di tale piano.