Giarre, «Un piano ufficiale per il nostro ospedale»

Bonaccorsi: «Crocetta aveva promesso un piano di rilancio, invece nulla è seguito»

Giarre, «Un piano ufficiale per il nostro ospedale»

Fonte: La Sicilia, 21/3/2016

«Domani andremo in delegazione a Palermo, in commissione Bilancio, perché intendiamo conoscere ufficialmente cosa la Regione e l’Asp intendono fare di questo ospedale». E’ la risposta a una precisa domanda che arriva dal sindaco di Giarre, Roberto Bonaccorsi, stanco ormai di «annunci e notizie su piani sanitari letti sul giornale “La Sicilia” di cui sconosciamo i dettagli e i piani ufficiali». Bonaccorsi si riferisce a una intervista rilasciata a questo giornale dal direttore generale dell’Asp, Giuseppe Giammanco, che ha ipotizzato, al posto dell’ospedale di Giarre, la proposta di realizzare un Pta sullo stile del «San Luigi» di Catania. «Ma qui il problema è più ampio – sbotta il sindaco Bonaccorsi – Noi da Palermo abbiamo bisogno che ci diano risposte su come intendono affrontare la domanda di emergenza-urgenza che viene da un bacino di abitanti di oltre 80 mila persone».

«Il presidente Crocetta – continua il primo cittadino giarrese – nell’ultimo incontro si era impegnato alla formulazione di un Piano di rilancio del presidio. Ci aspettavamo quindi, da lì a breve, un passo dell’Asp, magari con una convocazione di un tavolo tecnico. Invece nulla. Non abbiamo avuto nessuna convocazione ufficiale. E aggiungo: nelle scorse settimane ci siamo fatti promotori di due incontri col direttore generale Giammanco. Nella prima riunione abbiamo atteso che un solo referente dell’Asp arrivasse, ma non è venuto nessuno e nessuna comunicazione ci è stata fatta. Anche al secondo il direttore Asp non è venuto, solo che il giorno dopo abbiamo ricevuto una telefonata del direttore sanitario dell’Asp che ci comunicava che il direttore generale era disponibile a incontrarci, ma nella sede dell’Asp. Abbiamo risposto che ci sembrava più opportuno che l’incontro si tenesse nel territorio in cui si trova l’ospedale anche per dare risposte alla cittadinanza. Qui c’è un movimento molto nutrito di cittadini che vive il disagio di non avere avuto fino ad oggi risposte alla richiesta di assistenza per l’emergenza-urgenza. Per questo abbiamo deciso di andare direttamente alla Regione per sostenere che gli ospedali si fanno e si tengono aperti dove ci sono gli utenti e non dove c’è una forte deputazione politica…».

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